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Potenzialità degli edifici multifunzionali

Publiziert 16. Juni 2021

Densità di attività, condivisione di spazi, sostenibilità

L’edificio multifunzionale è uno dei temi di ricerca ed insegnamento del gruppo MADE - Matière, Architecture, Durabilité, Espace – della Haute école du paysage, ingénierie et architecture di Ginevra, diretto da Paola Tosolini.

L’edificio multifunzionale, riunendo in un solo volume attività diverse, si pone nel tessuto urbano come elemento capace di intrecciare molteplici relazioni non soltanto al suo interno ma anche nei confronti del territorio, diventando punto di riferimento strutturante dello spazio urbano. Di origini antiche, l’edificio multiuso ha manifestato, sotto forme diverse, il suo permanere e mutare nella storia dell’architettura delle città e delle campagne, nell’architettura anonima in modo ancora forse più evidente che in quella aulica.

La ricerca che MADE sviluppa sul tema dell’edificio multifunzionale è organizzata attorno a quattro filoni principali: l’edificio multifunzionale nella storia dell’architettura; la sostenibilità dell’edificio a uso misto; il tipo architettonico multifunzionale e le sue varianti; la sezione generatrice di relazioni spaziali dense, di spazi condivisi e intergenerazionali.

Esplorazioni progettuali

Il tema dell’edificio multiuso fa parte integrante del programma del corso di progettazione dell’ultimo semestre del ciclo Bachelor. L’approccio in questo caso è più globale e in atelier viene posto e discusso il quesito dell’impatto della combinazione di funzioni diverse sulla forma architettonica, il volume, la facciata. Deve l’edificio essere interpretazione, conseguenza diretta e necessaria dei diversi programmi come nel caso del Mont-Blanc Centre a Ginevra (1951-1954) dell’architetto Marc J. Saugey o deve essere contenitore urbano neutro nel suo fare città come gli edifici ottocenteschi dei Canuts a Lione, che celano dietro l’espressione imparziale delle facciate la loro commistione di alloggi e spazi per il lavoro manifatturiero?

Il tema della sezione dell’edificio multiuso è oggetto invece di insegnamento nelle accademie estive. Quella del 2018 ha visto gli studenti del primo e secondo anno lavorare assieme e confrontarsi con una sezione trasversale ideale. Partendo dalla scelta delle funzioni da aggregare, la riflessione ha riguardato prevalentemente il come diverse attività potessero approfittare della reciproca vicinanza, sia nella condivisione di spazi interni ed esterni sia per intrecciare relazioni visive ed incoraggiare la mescolanza sociale. A questo proposito, l’invito ad affiancare o sovrapporre alloggi per anziani a spazi pensati per attività culturali di quartiere, corsi collettivi di ginnastica / fitness, asili per l’infanzia, studi medici, servizi alla persona e negozi essenziali è stata colto ed esplorato. L’intento era quello di contribuire ad un nuovo contesto abitativo, indirettamente “controllato” e stimolante, attraverso un nuovo modo di pensare le attività e i tipi di alloggi all’interno di un edificio, per permettere a persone anziane autosufficienti di mantenere il più a lungo possibile la loro autonomia.

Sostenibilità e approccio multidisciplinare

Bâtiments multifonctionnels à Genève (2019-2021), è un progetto di ricerca diretto da MADE che si concluderà alla fine dell’anno al quale collaborano il Laboratoire de Systèmes Énergétiques et Énergies Renouvelables, il gruppo G-Struct, analyse et dimensionnement des structures (HEPIA) e la facoltà Economie d’entreprise della Haute Ecole de Gestion di Ginevra. Sostenuto dal Dipartimento del territorio (DT) della Repubblica e Cantone di Ginevra e dalla Haute Ecole Specialisée de Suisse Occidentale di Ginevra (HES-GE), il progetto ha come obiettivo principale di definire le linee guida per una progettazione sostenibile di edifici multifunzionali che associano a vari programmi anche l’industria e l’artigianato. Partners nella ricerca sono la Fondazione per i terreni industriali di Ginevra (FTI) e l’Ufficio Cantonale dell’Energia (OCEN).

L’edifico multifunzionale è proposto in risposta ad un contesto come quello del Grand Genève, che mira ad uno sviluppo urbano qualitativo e multipolare, economo nell’uso delle risorse e del suolo, nel quale riavvicinare le zone residenziali ai luoghi di lavoro e ai servizi limitando l’urbanizzazione diffusa del territorio. La separazione tra zone residenziali, servizi ed industria ereditata dall’urbanistica del secolo scorso non è in grado oggi di far fronte alle sfide costituite dalla rarità e dal costo elevato dei terreni edificabili; dalla rarefazione delle risorse naturali; dalla necessità di limitare drasticamente le emissioni di gas a effetto serra, di ridurre i fabbisogni energetici per la costruzione e la gestione degli edifici e dalla necessità di disporre di edifici adattabili ai cambiamenti della società, del lavoro e dei divertimenti.

La diversificazione delle funzioni, se ben programmata nella fase di progetto preliminare, permette la condivisione di locali offrendo ad ogni programma spazi aggiuntivi che non avrebbero avuto in quanto edifici monofunzionali. Il risultato è un aumento della qualità di vita e degli spazi di lavoro degli utenti, un’ottimizzazione del rapporto qualità-costi e una diminuzione delle spese di costruzione, gestione, mantenimento.

L’approccio innovativo di MADE alla progettazione dell’edificio multifunzionale risiede nel metodo multidisciplinare pensato e sviluppato per valutare le combinazioni di programmi più sostenibili e performanti sulla base di criteri architettonici, strutturali ed energetici. Le categorie di edifici che sono state analizzate sono Industria e Artigianato; Commercio e amministrazione; Cultura e vita sociale; Divertimento, sport e relax; Industria alberghiera e turismo; Edilizia abitativa; Insegnamento, formazione e ricerca. Sulla base della selezione ed analisi di circa trenta concorsi di architettura nel Cantone di Ginevra e di cinquanta in quello di Zurigo, avvenute nella fase iniziale del progetto, sono stati redatti dei programmi “tipo” rappresentativi di ogni categoria. La scelta del Cantone di Zurigo è stata fatta in quanto Cantone con il più alto numero di edifici multifunzionali costruiti negli ultimi dieci anni. A Zurigo si trovano inoltre due edifici emblematici della programmazione multifunzionale: la Kalbreite (2014) e la Zollhaus (2021). La forma degli edifici in rapporto alle funzioni contenute è stata analizzata da un punto di vista architettonico creando degli abachi di categoria.

A partire dai programmi “tipo”, tre matrici con un diverso livello di dettaglio sono state create. Per selezionare i tre scenari che saranno sottoposti allo studio di mercato la matrice intermedia, con ventisette zone di attività (gruppi di locali) è stata usata. I criteri alla base delle matrici sono la condivisione dei locali, la compatibilità strutturale sulla base dei criteri di altezza, portata e carico e l’ottimizzazione energetica sulla base di diversi criteri tra i quali il livellamento delle curve di potenza (riscaldamento, climatizzazione, ventilazione), la possibilità di cascate termiche, etc.

A ricerca conclusa una guida rivolta a committenti e architetti permetterà loro di valutare e scegliere le combinazioni di programmi più interessanti da un punto di vista della sostenibilità.

Paola Tosolini, Professore associato HES, Dr. Arch. IUAV EPFL SIA, MAS Architettura e sviluppo sostenibile EPFL 
 

Questo articolo è parte di «Archi» 3/2021 «Complessi residenziali e sostenibilità». Il numero può essere acquistato quiqui si può leggere l'editoriale con l'indice.